La nascita dei Bersaglieri è dovuta alla figura di una delle più spiccate personalità militari del nostro risorgimento:Alessandro Ferrero de la Marmora. Grande conoscitore d'armi e fermamente deciso a ottenere un miglioramento dell'esercito, propose la costituzione di un Corpo, diverso dagli altri, in grado di operare ad altissima competenza e con tecniche particolari; una truppa in grado di mostrarsi impetuosa, irruente e difficilmente individuabile. Fu proprio il 18 Giugno 1836 che un decreto autorizzava la costituzione di un Corpo di "Bersaglieri" formato da due compagnie comandate da un maggiore( lo stesso La Marmora, promosso per l'occasione). Nel 1839 venne costituita una terza compagnia , nel 1842 una quarta e si arrivò a formare un battaglione. Un reparto tanto diverso non poteva che essere dotato anche di un'idonea e particolare uniforme. Sorprendente novità era un insolito cappello piumato che non trovava riscontro presso nessun'altra specialità delle forze armate di tutta Europa. Su di esso troneggiava il "piumetto" che indubbiamente è stato e resta tutt'ora il particolare più noto e caratteristico di questi soldati. Il battesimo dei Bersaglieri in combattimento fu brillantissimo. Avvenne l'8 Aprile 1848, nel corso della prima guerra d'indipendenza , nella battaglia di Goito. I Bersaglieri ebbero la ventura di affrontare direttamente un corpo analogo, quello dei cacciatori imperiali Tirolesi e il confronto tornò a favore degli italiani. Famoso l'episodio del Ponte sul Mincio, fatto saltare dagli autriaci, ma passato audacemente dai Bersaglieri su una spalletta rimasta intatta. Sull'altra sponda essi fecero parecchi prigionieri e resistettero al contrattaco nemico. I battaglioni , dopo l'ottima prova iniziale, furono portati a cinque e in seguito a otto, fino ad arrivare a dieci. Ormai si trattava di reparti consistenti che sottraevano i migliori elementi dalle fanterie ordinarie e li plasmavano, grazie ad esercitazioni intense e mirate alle caratteristiche della nuova specialità, in soldati altamente preparati e motivati. L'intervento piemontese nella guerra di Crimea ( 1854-1855 ) vede la partecipazione di cinque battaglioni Bersaglieri e assegnati in ragione di uno per ciascuna delle cinque brigate partecipanti alla spedizione in oriente. Nella battaglia della Cernaia, il 16 Agosto 1854, i Bersaglieri si batterono con il tradizionale valore contro i russi, riscotendo l'ammirazione degli alleati francesi, inglesi e turchi. Due mesi prima era morto a Bataclava Alessandro La Marmora. Nella seconda guerra d'indipendenza, nel 1859, i Bersaglieri si batterono gagliardamente a Magenta e a San Martino. Sono poi di scena nella campagnia del 1860 nelle Marche e in Umbria distinguendosi a Castelfidardo, a Spoleto, sul Garigliano, in Campania, durante l'assedio di Gaeta. Con l'unità d'Italia i battaglioni Bersaglieri salgono a trentasei:tre di essi sono protagonisti della battaglia di Custoza, nella terza guerra d'indipendenza ( 1866 ). Gli anni successivi saranno anni di crisi per tutto l'esercito e cosi il ministro della guerra Ricotti mise mano a una profonda riforma delle Forze Armate e ne conseguì una drastica riduzione dei reparti di Bersaglieri.
Nel 1885 sbarca a Massaua il 1° battaglione Bersaglieri d'Africa; nel 1886 due battaglioni si sacrificano nella battaglia di Adua; nel 1900 un battaglione interviene in Cina combattendo a Shangai-Tuan. Nel corso dell'occupazione della Libia il 2° reggimento otterrà una medaglia d'oro per la dura battaglia di Sciara Sciat. Nei primi anni del secolo, la bicicletta entra nella vita dei Bersaglieri. La sperimentarono una prima volta nel 1889 alle manovre di cavalleria. Una compagnia del 12° reggimento diede una prova convicente di quel che si poteva fare in sella. Si arriverà alla costituzione di un battaglione finchè, nel 1924, tutti i dodici reggimenti Bersaglieri allora esistenti saranno ciclisti. E Bersagliere ciclista sarà Enrico Toti , l'eroico mutilato, volontario nel 3° reggimento che cadrà sul Carso nel 1916 lanciando la sua gruccia contro gli austriaci. A ben trentaduemila ammonteranno i Bersaglieri caduti nel corso della prima guerra mondiale ( 1915-1918 ). Il San Michele, il Sei Busi, il Monfalcone, alcuni dei nomi legati alle splendide gesta del Corpo, sottolineate da una fioritura di ricompense al valore, fra le quali vanno almeno citate le medaglie d'oro al 3° e al 18° reggimento e al 23° reparto d'Assalto. Toccherà ancora al 3° reggimento prendere parte al successivo appuntamento brllico, costituito dalla campagna d'Etiopia nel 1935-1936. Alla vigilia della seconda guerra mondiale esistevano dodici reggimenti Bersaglieri, in parte non indivisionati e in parte inquadrati nelle divisioni celeri e corazzate. Se la bicicletta rimarrà sempre in dotazione, la modernizzazione dei mezzi indurrà alla costituzione di reparti motorizzati:con moto monoposto e biposto( Benelli VL , Guzzi Alce ) e con autoblinde modello 40, 41, 43 (le ultime due con cannoncini rispettivamente da 20 2 da 47 ). Nel corso del conflitto i Bersaglieri furono presenti su tutti i teatri di guerra. Il 4° reggimento colse una medaglia d'oro sui fronti greco e jugoslavo, il 3° e il 6° reggimento ebbero un'analoga decorazione per il comportamento sul fronte russo, il 7° e l'8° reggimento furono premiati con l'oro per il valore mostrato in Africa Settentrionale. Complessivamente, alle bandiere dei reparti Bersaglieri risultano concesse , dalla fondazione del Corpo, 13 medaglie d'oro, 22 d'argento, 51 di bronzo, 21 Ordini Militari di Savoia. 173 sono le medaglie d'oro individuali. Dai primi reparti che tornarono al combattimento dopo l'armistizio dell'otto Settembre 1943 venne a costituirsi il 4° reggimento, da cui derivarono in successione il 3°, l'8° e il 1° reggimento. Da non dimenticare il 1° battaglione volontari Bersaglieri" Benito Mussolini" della Repubblica di Salo che combatte sul confine orientale, contro le truppe Titine rallentandone l'avanzata e la presa di Gorizia. La ristrutturazione dell'esercito avvenuta nel 1975 portò allo scioglimento dei reggimenti e i battaglioni rimasero l'unità base d'impiego, diventando così custodi delle bandiere e delle tradizioni dei disciolti reggimenti. Tredici erano i battaglioni Bersaglieri inseriti nelle brigate meccanizzate e corazzate. Nel 1976 i Bersaglieri furono in prima fila a portare soccorso agli abitanti del Friuli annientati da un violento terremoto e nel 1980 lo stesso tipo d'intervento li ha visti impegnati nelle regioni meridionali dell'Italia anch'esse sconvolte da un catastrofico sisma. I Bersaglieri grazie ad una preparazione, addestramento e cultura militare, negi anni sono stati presenti, quale forza Onu, in molti paesi, ove feroci guerre civili turbavano il tranquillo scorrere della vita quotidiana. Dal 1982 al 1984 in Libano, il 2°, 3° e 10° battaglione hanno costituito una rilevante unità operativa a favore della pace, assolvendo un delicato compito con competenza e professionalità. Anche in Somalia (1992-1994) i bersaglieri del 2°, 3° e 6° reggimento intervennero a sostegno delle popolazioni sconvolte da una tremenda guerra interna. L'impegno dei Bersaglieri fuori dai confini nazionali diventa poi costante a partire dal 1995 quando 8° e il 18° reggimento vengono schierati a Sarajevo in Bosnia a tutela della popolazione martoriata da un'interminabile guerra civile. I disordini nei territori dei Balcani dopo la discregazione della ex jugoslavia continuano e interessano prima l'Albania, dove interviene il 18° reggimento, e succesivamente il Kosovo dove scoppia una guerra cruenta tra la popolazione di etnia serba e quella albanese. Nel 1999 la comunità internazionale decide di intervenire militarmente per riportare ordine e pace ed inizia un'operazione che continua tutt'ora (anno 2005). Hanno partecipato alla missione l'8°, il 18°, il 7°, il 12° e 11° reggimento Bersaglieri. L'ultima operazione fuori area in ordine cronologico è quella in corso in Iraq dove l'obbiettivo è riportare ordine e sicurezza nel paese dopo la caduta del regime di Saddam Hussein per mano della coalizione anglo-americana. il primo reparto italiano a schierarsi in territorio iracheno è stato il 18° reggimento Bersaglieri, seguito successivamente dall'8° e 11° reggimento. Oggi il Corpo dei Bersaglieri è una struttura complessa e ben amalgamata nel panorama delle Forze Armate italiane. Altamente addestrato ed in possesso di una rara professionalità, appare quindi militarmente idoneo per ogni tipo di impiego. Esso è però anche un chiaro punto di riferimento per la nostra passata storia; simbolo di devozione alla Patria, garanzia di tutela per le nostre tradizioni, nonchè severo custode di quel cammino risorgimentale voluto dai nostri padri. I Bersaglieri sono tuttavia pure la certezza del rispetto delle Istituzioni democratiche, della dignità dell’uomo e della sacralità della vita. Ciò non solo in Italia ma anche e soprattutto durante i loro interventi fuori dai confini nazionali.
Fonte: "La storia ( in breve ) dei bersaglieri da WIZARD
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