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VALLI

 

MAGGIORE  VALLI

                   MAGGIORE RODOLFO VALLI

 

 

Nato il 13 Maggio 1854 da una antica e nobile famiglia di Ponsacco

(Pisa),frequentò nel Convitto Nazionale di Genova gli studi primari e

succesivamente gli studi tecnici.

Raggiunta l'età prescritta dai regolamenti, vestiva la divisa da lui tanto sognata e che doveva accompagnarlo fino alla morte. Da

giovanissimo entrò nel Collegio della Nuziatella, ed infine alla Scuola

di Fanteria e Cavalleria di Modena.

Superò brillantemente tutti i difficili esami classificandosi primo.

A 19 anni era Sottotenente dei Bersaglieri. Continuò negli studi per i

quali aveva grande passione; quindi venne promosso Tenente.

Chiese ed ottenne di frequentare la Scuola Superiore a Torino e,

superati ancora una volta con successo gli esami, conseguì la

promozione a Capitano. Comandò il 72° Fanterie a Bologna,

successivamente venne chiamato nella Scuola Militare di Modena come comandante di compagnia e insegnante di storia politica e

militare. Fu anche sociologo e filantropo. Comandò il 90° Fanteria a

Gaeta e il 38° a Livorno. Nel 1892 superò gli esami al grado di Maggiore. Nel 1893 comandò il 37° Fanteria a Trapani, nello stesso

anno venne trasferito al 3° Reggimento Bersaglieri a Palermo al

Comando di un battaglione. Si distinse in Sicilia nei moti del 1893/94;

abile pacificatore, profondo conoscitore del cuore umano evitò inutili

spargimenti di sangue, tanto che la città di Lercara gli concesse con

solenne cerimonia, la cittadinanza onoraria.

Alla fine del 1894 il 3° Reggimento venne trasferito a Belluno e da quella sede fece domanda per essere trasferito con la spedizione in

Africa , e vi andò. Gli venne assegnato il Comando del 7° Battaglione

indigeni e il Comando del presidio di Cheren. Le cronache del tempo

dicono che ere stimato ed amato.

Nelle battaglie successive contro le truppe del Negus, inserito nella

Brigata Baratieri e poi Albertone, si distinse ponendosi all'attenzione,

ma nella infausta giornata di Adua, per errori tattici del Comando di

Brigata, il suo Battaglione venne attaccato da forze cinque volte

superiori e, dopo violenti combattimenti, venne colpito a morte

(1° Marzo 1896). Il suo corpo non venne mai ritrovato. Non aveva

compiuto ancora il 42° anno di età. Ponsacco, che lo amava molto,

per opera di un comitato cittadino nel 1899, gli eresse un monumento

Era insignito della cittadinanza onoraria di Lercara, medaglia d'argento

per gli alti studi conseguiti cavaliere di S.M.R

 

 

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