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Subito il sottotenente Giovanni Gavarri incita i
suoi a tenere la posizione prodigandosi in ogni modo finchè non sopraggiungono altri motobersaglieri del plotone a rinforzare la difesa. Anche il Gavarri cade, ma vicino al corpo esamine dell'ufficiale il Bersagliere Ridolfi, in ginocchio, continua a far fuoco sul nemico col fucile mitragliatore, restando a sua
volta ucciso dalla reazione russa. I sovietici sono comunque respinti. Il primo di novembre
il 3° Bersaglieri scatta all'attacco appoggiato
da alcuni gruppi di artiglieria a cavallo. La 3°
compagnia moto sostiene il primo urto vicino
a Gorlowka. Il 7 novembre anche Rykowo viene occupata ed i piumati del 20° e 25° vi si
accantonan, mentre il 18° battaglione è a Korsumi, ad ovest della città.

Dopo l'occupazione di Stalino il balzo in avanti dei nostri è stato notevole ed i problemi causati dalle difficoltà dei rifornimenti, dal maltempo e dall'azione dei russi trasformano
l'avanzata in un inferno. Ogni vita è appesa ad un esile filo e solo una cosciente, ferrea
disciplina e collaborazione fra le unità può diminuire i rischi e consentire il proseguimento
delle operazioni. E di collaborazione ed aiuto
hanno bisogno i fanti dell'80° reggimento.
Infatti la 74° divisione russa riesce ad incunearsi fra il Corpo italiano e la 17° armata
tedesca, attaccando la nostra alla sinistra.
Agli ordini del colonnello Chiaramonti i fanti
dell'80° reggimento contengono il nemico ed
il 4 Novembre entrano a Nikitowka. I sovietici
allora, con azioni decise, cingono d'assedio la
città isolando il nostro reparto che si predispone a difesa trincerandosi in un quadrilatero di 700 metri di lato, costituito da
case operaie. I fanti sono in una situazione
molto grave perchè, oltre a dover sopportare
la costante pressione ed il bombardamento
nemico, sono quasi senza vettovagliamenti,
avendo con sè soltanto il necessario previsto
per la marcia. Per cinque giorni morti e feriti
aumentano di numero senza che si riesca a forzare il cerchio nemico. Il comando della divisione celere decide allora di inviare in aiuto dell'80° i Bersaglieri del 3°. Per un compito duro e quasi disperato occorono truppe sceltissime ed il reggimento, visti i
precedenti, sembra essere il più adatto. La
barriera di fuoco che i russi possono opporre
a chi avanzi da Gorlowka verso nikitowka è
considerevole e le posizioni difensive sono
ottimali. L'81° fanteria viene mandato a sostituire i Bersaglieri a presidiare Rykowo ed
i soldati cremisi avanzano verso gli assedianti,
consci dell'importanza del loro compito.
In base alle valutazioni del 10 Novembre le
uniche forze in grado di tentare il salvataggio
dell'80° sono i Bersaglieri del 3° e le camicie nere della Tagliamento. Il giorno 11 i soccoritori sono a Gorlowka, aiutati nell'azione
da alcune sortite dei fanti accerchiati e collegati via radio. Il 20° battaglione è già a
Gorlowka, ma il 18° può giungervi solo il giorno dopo: ecco perchè si decide di rinviare
al 12 l'attacco decisivo, appoggiato anche dall'aviazione. Tutti ne sono informati ma per
fatalità la nuova disposizione non perviene al
20° battaglione, che l'11 mattina parte all'assalto senza alcun appoggio di mortai e
artiglieria. Solo alcuni pezzi a cavallo possono
poi intervenire. Con sovrumano slancio i Bersaglieri del 20° riescono, dopo due ore di
scontri, a raggiungere le prime case di Nikitowka, ma devono ripiegare insieme ai fanti perchè il nemico è molto forte. La temperatura è scesa a - 22°, ma anche per tutto il giorno 12 si combatte furiosamente con alto tributo di sangue finchè, salvo, l'80°
riesce ad aprirsi un varco fino a Gorlowka. Le
camicie nere impegnate a fianco dei piumati
subiscono il 40 per cento di perdite. Il 13 Novembre 1941 la divisione Pasubio rileva la
posizione del reggimento. L'avanzata intanto
continua ed i Bersaglieri il 21 Novembre alle
7,30 muovono per proteggere il fianco sinistro
del XLIX Corpo alpino tedesco. Il 30 dello stesso mese assume il nuovo schieramente:
18° battaglione a Michailowska, 20° a Sloboda-Orlowo, 25° a Stazione Rassipnaja.
Con gli ultimi complementi gli effettivi sono ora di 136 ufficiali, 142 sottoufficiali e 3.233
Bersaglieri. Le perdite finora subite sono state
pari a circa un ottavo della forza.
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